COMUNICATO: Pubblicato il report della Commissione Europea sull’antibiotico-resistenza

In data 19/02/2020, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha comunicato che è stato pubblicato l’ultimo report della Commissione Europea sul fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AR). Il report sottolinea i progressi compiuti nell’ambito dell’attuale piano di azioni europeo per la salute contro la resistenza antimicrobica, adottato a giugno 2017 che si completerà nel 2020 (1). Gli obiettivi da raggiungere negli ultimi anni di attività, a completamento di quelli precedenti, si basano su tre pilastri principali: 1) identificare l’Unione Europea come “best practice region”, 2) incrementare ricerca, sviluppo e innovazione per ridurre l’AR e 3) uniformare il piano d’azione a livello globale.

Di seguito sono riportate in breve le azioni concrete programmate.

Anzitutto, si prevede di intensificare l’approccio “One Health sulla sorveglianza e la segnalazione del fenomeno dell’AR e sull’uso degli antibiotici tramite alcune misure:

  • adozione della nuova legislazione europea sul monitoraggio dell’antibiotico-resistenza nelle malattie infettive di origine zoonotica e alimentare; 
  • utilizzo di analisi e dati di real world per incrementare le conoscenze sui benefici e rischi dell’uso di antibiotici e per studiare la correlazione, e definire gli indicatori di esito, tra consumo (non appropriato) di antibiotici e rischio di AR nell’uomo e negli animali destinati alla produzione alimentare;
  • acquisizione di una maggiore consapevolezza del problema da parte dei cittadini/pazienti e operatori sanitari - è stata istituita la Giornata Europea della Consapevolezza del fenomeno dell’AR; 
  • istituzione di meeting e conferenze a livello europeo tra gli Stati Membri coordinati dall’Unione Europea;
  • sviluppo di programmi di training anche per operatori sanitari per migliore la prevenzione e il controllo delle infezioni in ambito ospedaliero;
  • promozione di programmi di prevenzione vaccinale per evitare la comparsa di infezioni e limitare il conseguente uso di antibiotico.

Essenziale tra queste attività è la promozione continua di un uso cauto e consapevole degli antibiotici nell’uomo - nel 2017 sono state emanate le linee-guida europee per l’uso consapevole degli antibiotici nell’uomo - ma anche ad uso veterinario, con riduzione delle prescrizioni di antibiotico soprattutto a scopo profilattico.

Nell’ambito della promozione della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, il piano d’azione prevede di colmare le attuali carenze fornendo nuove soluzioni e strumenti per prevenire, diagnosticare (rapidamente) e curare le malattie infettive da patogeni resistenti e migliorare la diagnosi al fine di controllare la diffusione della resistenza antimicrobica.

Infine, il programma prevede che l’UE intensificherà negli ultimi anni gli sforzi in tutto il mondo per uniformare le attività volte a ridurre il fenomeno a livello globale, fornendo

  • il suo contributo attivo al tavolo di lavoro tecnico-regolatorio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), dell’OIE (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale) sullo sviluppo di ambiziosi progetti di ricerca internazionali, di normative, linee-guida e metodologie a carattere internazionale;
  • il suo supporto all’International Conference on the Harmonisation of Technical Requirements for the Registration of Pharmaceuticals for Human Use (ICH) e al Veterinary International Conference on the Harmonisation (VICH) per esigenze di aggiornamento delle linee-guida ICH e VICH stesse.

Inoltre, l’UE provvederà a rinforzare la collaborazione tecnico-scientifica tra le agenzie regolatorie del farmaco europea (EMA), americana (FDA) e giapponese (Japan Pharmaceuticals and Medical Devices Agency, PMDA) per piani di sviluppo di nuovi promettenti antibiotici e a rafforzare la sua presenza soprattutto nei paesi in via di sviluppo, come quelli dell’Africa subsahariana, per contribuire a migliorare le conoscenze su identificazione, controllo effettivo delle infezioni e sorveglianza dell’AR. È in corso, difatti, un progetto pilota per mappare la minaccia effettiva mondiale dell’AR, sviluppare questionari al fine di inquadrare l’andamento prescrittivo di antibiotici in ambito ospedaliero e programmi gestionali di prevenzione, identificazione e intervento in caso di prodotti falsificati, per sostenere lo sviluppo nei paesi partner di sistemi sanitari resilienti, di programmi vaccinali, e per continuare a finanziare la ricerca soprattutto nel contesto di tubercolosi, HIV/AIDS, malaria e malattie infettive dimenticate (1).

Il problema dell’antibiotico resistenza in Italia è quanto mai attuale: il consumo degli antibiotici in Italia, nonostante sia calato rispetto al 2016, resta ancora superiore alla media europea. Infatti, nel 2017 il loro consumo si è attestato su 23,4 DDD 1000/ab/die rispetto ad una media europea di 21,7 DDD/1000/ab/die. La differenza rispetto alla media europea si è tuttavia ridotta notevolmente nell’ultimo quinquennio, passando dal 28,3% del 2013 al 7,8% del 2017.

L’elevato consumo di antibiotici si riflette su un maggior numero di casi di antibiotico-resistenza: secondo i risultati di uno studio dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) nel 2015, nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, si sono verificati 671.689 casi di infezioni antibiotico-resistenti, a cui sono attribuibili 33.110 decessi, un terzo dei quali si è verificato in Italia, evidenziando la gravità del problema nel nostro Paese.

Dall’ultimo report sull’uso di antibiotici in Italia presentato in AIFA lo scorso novembre (2), è emerso che l’acquisto privato di antibiotici, ovvero non dispensato in regime di assistenza convenzionata, rappresenta il 17,4% del consumo territoriale di antibiotici (che include il consumo in regime di assistenza convenzionata e l’acquisto privato), con ampia variabilità tra le aree geografiche: i consumi e la spesa più elevati sono stati registrati nelle regioni del Nord (4,0 DDD/1000 ab die e 2,06 euro pro capite), mentre il Centro registra i consumi più bassi (2,7 DDD/1000 ab die) e le Regioni del Sud la spesa meno elevata (1,29 euro pro capite). Gli antibiotici che presentano una quota maggiore di acquisto privato sono rappresentati dalla doxiciclina (47% sul totale dei consumi in ambito territoriale), dall’amoxicillina (41%) e dall’associazione trimetoprim/sulfametoxazolo (24%). Questi dati confermano che esiste una quota, seppure minima, di antibiotici che è utilizzata senza controllo del medico prescrittore, medici di medicina generale o pediatri di libera scelta, e potrebbe contribuire ad un uso inappropriato del farmaco.

Il Centro Regionale di Farmacovigilanza della Regione Campania coglie l’occasione per richiamare i medici prescrittori ad un uso razionale degli antibiotici al fine di collaborare con le Autorità Competenti nell’arginare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

 


 

Bibliografia

1. https://ec.europa.eu/health/amr/sites/health/files/antimicrobial_resistance/docs/amr_2017_action-plan_progress_2020-q1.pdf

2. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1074882/Rapporto_Antibiotici_2018.pdf/755967e7-575f-ca86-9aeb-7c557b612e03

   

  

cerca