Azitromicina: importante nota informativa concordata con le autorità regolatorie nazionale ed europea.

In data 02/05/2018 è stata pubblicata sul portale web dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) un’importante nota informativa di sicurezza relativa all’uso a lungo termine di azitromicina per la prevenzione della sindrome da bronchiolite obliterante in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). In particolare, tale nota informativa fa riferimento ad un aumentato tasso di recidive delle neoplasie ematopoietiche e di mortalità associato all’uso di azitromicina per tale indicazione riscontrato nell’ambito di uno studio clinico francese che, pertanto, è stato interrotto prematuramente. Obiettivo di tale studio, denominato ALLOZITHRO,  era quello di valutare se la somministrazione precoce, e quindi profilattica, e a lungo termine di azitromicina in pazienti sottoposti a trapianto HSCT ne migliorasse la sopravvivenza senza peggioramento della funzionalità respiratoria a 2 anni dal trapianto. Per tale studio randomizzato, placebo-controllato, condotto a gruppi paralleli in 19 policlinici universitari francesi specializzati in trapianti, erano stati arruolati complessivamente 480 pazienti di età >16 anni che, a causa di una neoplasia ematologica, erano stati sottoposti a HSCT. Del campione complessivo di pazienti, 243 sono stati randomizzati a ricevere 250 mg di azitromicina 3 volte/settimana per 2 anni, mentre i restanti 237 pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo per due anni. Tuttavia, i trattamenti dello studio in oggetto sono stati interrotti dopo tredici mesi dal completamento del reclutamento, in quanto, dopo la revisione dei dati in cieco, il comitato indipendente di monitoraggio della sicurezza e dei dati (DSMB) ha rilevato un inatteso squilibrio nel numero di recidive ematologiche tra i due gruppi (77 vs. 48 pazienti; HR aggiustato (IC 95%) = 1,6 (1,12-2,4) per azitromicina e placebo). Sebbene non sia chiaro in che modo la somministrazione di azitromicina possa aver contribuito all’aumento del tasso osservato nel gruppo trattato con azitromicina, gli stessi autori, seppur sulla base di dati parziali, hanno concluso che la somministrazione profilattica precoce di azitromicina risultava associata ad una più bassa sopravvivenza senza peggioramento della funzionalità respiratoria rispetto al placebo e che, pertanto, l’esposizione a lungo termine ad azitromicina in seguito a HSCT potrebbe comportare rischi maggiori rispetto ai benefici previsti. Tali conclusioni hanno determinato l’interruzione anticipata dello studio.           

Si fa presente, tuttavia, che attualmente l’azitromicina non risulta autorizzata per la profilassi della sindrome da bronchiolite obliterante (BOS) in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Ad ogni modo l’AIFA conclude invitando alla segnalazione di qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, cogliendo l’occasione per ricordare a tutti gli operatori sanitari l’importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio/rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego

Fonte: AIFA

   

  

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