Approvazione europea per emicizumab, nuovo farmaco per il trattamento dell’emofilia A

In data 26 gennaio 2018, il Comitato per i Medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha espresso il parere favorevole per il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) per emicizumab.Il farmaco, sviluppato da Roche, verrà utilizzato per il trattamento profilattico dell’emofilia A in pazienti che hanno sviluppato anticorpi contro il fattore VIII della coagulazione e sarà immesso in commercio con il nome commerciale Hemlibra® [1].      

Emicizumab è un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce mimando l’azione del fattore VIII attivato. Il farmaco si lega ai fattori della coagulazione IXa e X, ripristinando il normale processo di coagulazione del sangue.

Grazie al suo meccanismo d’azione, emicizumab rappresenta un nuovo approccio per il trattamento dei pazienti affetti da emofilia A che hanno sviluppato anticorpi diretti contro il fattore VIII. Questi pazienti, infatti, non rispondono al trattamento con i farmaci emofilici attualmente disponibili e, pertanto, sono esposti ad un maggior rischio di mortalità (maggiore del 70%).      

L’autorizzazione di emicizumab è avvenuta attraverso una procedura regolatoria accelerata e il farmaco sarà autorizzato esclusivamente per l’uso in pazienti con emofilia A che hanno sviluppato anticorpi contro il fattore VIII della coagulazione e verrà somministrato in un’unica iniezione settimanale per via sottocutanea.   

La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio è stata supportata dalla conduzione di studi registrativi di fase III. In particolare, l’efficacia e la sicurezza di emicizumab sono state valutate nell’ambito di due studi registrativi condotti in pazienti di età uguale o superiore a 12 anni, con e senza inibitori del fattore VIII, e in bambini di età inferiore a 12 anni con inibitori del fattore VIII.
Il primo studio (HAVEN 1) di fase III ha arruolato 109 pazienti di sesso maschile di età uguale o superiore ai 12 anni affetti da emofilia A e presentati anticorpi contro il fattore VIII. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento con emcizumab e suddivisi in tre gruppi di trattamento in base al precedente trattamento ricevuto. I risultati di questo studio hanno evidenziato una riduzione dei sanguinamenti trattati pari all’87% con emicizumab in profilassi rispetto alla precedente profilassi con agenti bypassanti (BPA). Inoltre, i pazienti trattati con emicizumab hanno riportato un miglioramento dei sintomi legati all'emofilia (gonfiore e dolore alle articolazioni) e del funzionamento fisico (dolore con movimento e difficoltà di deambulazione) rispetto ai pazienti che non hanno ricevuto un trattamento profilattico [2]. Il secondo studio (HAVEN 2) di fase III, condotto in 23 pazienti pediatrici (di età inferiore ai 12 anni) affetti da emofilia A presentanti anticorpi diretti contro il fattore VIII, ha dimostrato che emicizumab risulta essere ben tollerato ed associato ad una sostanziale riduzione delle emorragie. In particolare, dai risultati ottenuti è emerso che il 94,7% dei pazienti inclusi nello studio trattati con emicizumab non ha riportato sanguinamenti [3]. Gli eventi avversi più comuni, verificatisi nel 10% o più delle persone trattate con emicizumab nel corso degli studi clinici, sono stati reazioni presso il sito di iniezione, mal di testa e dolore articolare (artralgia).

Il programma di sviluppo clinico ha incluso anche un altro studio di fase III (HAVEN 3), condotto in pazienti di età uguale o superiore a 12 anni affetti da emofilia A senza inibitori, il quale ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del numero di sanguinamenti trattati nel tempo nei pazienti sottoposti al trattamento con emicizumab rispetto a quelli non sottoposti ad alcuna profilassi. Infine, è ancora in corso lo studio di fase III (HAVEN 4) che sta valutando un diverso schema posologico che prevede la somministrazione del farmaco una volta ogni quattro settimane in pazienti affetti emofilia A con o senza inibitori.           

Sulla base dei risultati che saranno ottenuti dagli studi HAVEN 3 e HAVEN 4, Roche presenterà entro il 2018 la domanda di autorizzazione statunitense ed europea per emicizumab nel trattamento di pazienti affetti da emofilia A senza inibitori. Tale approvazione permetterebbe l’impiego del farmaco in una più ampia popolazione di pazienti, in quanto circa il 70% delle persone affette da emofilia A non presenta inibitori del fattore VIII.

Riferimenti bibliografici

1.http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Summary_of_opinion__Initial_authorisation/human/004406/WC500242386.pdf

2. Oldenburg J, Mahlangu JN, Kim B, Schmitt C, Callaghan MU, Young G, Santagostino E, Kruse-Jarres R, Negrier C, Kessler C, Valente N, Asikanius E, Levy GG, Windyga J, Shima M. Emicizumab Prophylaxis in Hemophilia A with Inhibitors. N Engl J Med. 2017 Aug 31;377(9):809-818.

3. Young, G., Sidonio, R. F., Liesner, R., Oldenburg, J., Chang, T., Uguen, M., Dhalluin, C., Schmitt, C., Levy, G. G., Shima, M., & Mahlangu, J. (2017). HAVEN 2 Updated Analysis: Multicenter, Open-Label, Phase 3 Study to Evaluate Efficacy, Safety and Pharmacokinetics of Subcutaneous Administration of Emicizumab Prophylaxis in Pediatric Patients with Hemophilia A with Inhibitors. Blood, 130(Suppl 1), 85.

   

  

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