FOTOSENSIBILITÀ IN SOGGETTI CON DERMATITE ATOPICA AGGRAVATA DALL'ALLERGIA DA CONTATTO AD INGREDIENTI COMUNEMENTE PRESENTI NELLE PROTEZIONI SOLARI

 

FOTOSENSIBILITÀ IN SOGGETTI CON DERMATITE ATOPICA AGGRAVATA DALL'ALLERGIA DA CONTATTO AD INGREDIENTI COMUNEMENTE PRESENTI NELLE PROTEZIONI SOLARI

 

Immacolata Caputo e Lidia Sautebin – Dipartimento di Farmacia – Università di Napoli Federico II

Di seguito riportiamo un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Contact Dermatitis (74, 52–65) a cura di un gruppo di ricercatori danesi Anne B. Simonsen1, Uffe Koppelhus1,2, Mette Sommerlund1 e Mette Deleuran1 (1Department of Dermatology and Venereology, Aarhus University Hospital, 8000 Aarhus C, Danimarca; 2DermaPharm A/S, 8990 Faarup, Danimarca) riguardo alla fotosensibilità in soggetti con dermatite atopica aggravata dall'allergia da contatto ad ingredienti comunemente presenti nelle protezioni solari.

Gli Autori riportano che la dermatite atopica è una comune patologia infiammatoria della cute e sottolineano che la maggior parte dei pazienti con dermatite atopica trovano beneficio con terapie che utilizzano radiazioni ultraviolette (UV) [1] e con l’esposizione al sole in una condizione naturale (ma controllata). Gli Autori riferiscono, inoltre, che la fotosensibilità nei soggetti con dermatite atopica è una condizione ben nota, ma non ben definita e che, quindi, dovrebbe essere tenuta in considerazione [2]. La fotosensibilità, come riportato dagli Autori, è un anomalo incremento della sensibilità della cute nei confronti delle radiazioni UV e che spesso si presenta con un rush insolito e polimorfo; il principale trattamento prevede di evitare il sole e di proteggere la pelle con abbigliamento e filtri solari [3].

 

Caso clinico

 

Gli Autori descrivono il caso di una ragazza di 16 anni affetta da una grave dermatite atopica sin dall'infanzia che, come riferito dalla paziente, era più volte peggiorata in seguito all’esposizione solare nonostante trattamenti intensivi per la dermatite e un attento uso di filtri solari. Il foto test eseguito dagli Autori, presso la loro clinica dermatologica, aveva evidenziato una spiccata sensibilità sia ai raggi UVA (dose minima eritematogena di 15 J/cm2 ) che UVB (dose minima eritematogena di 20 mJ/cm2 ). La paziente era stata inoltre sottoposta a patch test effettuato con il TRUE Test® (SmartPractice, Hillerød, Danimarca) integrato con gli allergeni della serie di base europea  non presenti nel TRUE Test® (Chemotechnique Diagnostics, Malmö, Sweden)e i  con i solari utilizzati dalla paziente, testati tal quali. I risultati dei patch hanno dimostrato un'allergia da contatto alla formaldeide, al metilisotiazolinone e a tutti i prodotti solari della paziente. Gli Autori, inoltre, hanno eseguito anche il foto patch test (Finn Chambers®) con la serie dei solari (Chemotechnique Diagnostics), coperto con il cerotto Scanpor® (SmartPractice) per 48 ore e successivamente irradiato con luce UV (5 J/cm2). I risultati del foto patch test hanno dimostrato un'ulteriore allergia da contatto al butil-metossidibenzoilmetano, all’octocrilene e al tocoferolo, e allo stesso tempo hanno evidenziato una reazione dubbia al terephthalylidene dicamphor sulfonic acid e al ciclopentasilossano. È interessante notare, inoltre, come sottolineato dagli Autori, che il foto patch test eseguito aveva mostrato una reazione dubbia alla Fragrance Mix I, peggiorata in seguito all’irradiazione con radiazioni UVA, come dimostra la reazione positiva (+) riscontrata il giorno 4 e 7. Gli Autori, quindi, sottolineano che per la loro paziente l’utilizzo dei filtri solari era di massima importanza in quanto soffriva di una forte fotosensibilità. Poiché, tuttavia, in tutti i prodotti solari sono presenti l’octocrilene e molti contengono anche il butil-metossidibenzoilmetano e il tocoferolo, ai quali la ragazza era risultata allergica, gli Autori riportano che sono stati preparati all’uopo dei solari con filtri UV chimici alternativi; grazie all'utilizzo di tali filtri solari i sintomi erano regrediti e la ragazza era in grado di stare all’aria aperta senza correre rischi.

 

Discussione

 

Sebbene sia noto che i raggi solari possano migliorare la dermatite atopica, gli Autori riportano, citando uno studio condotto da altri dermatologi, che il 10% dei pazienti valutati manifestavano un peggioramento in seguito all’esposizione al sole, definito come “foto aggravamento” [4]. Evidenziano, inoltre, che nella pratica clinica il "foto aggravamento" può essere difficile da riconoscere in quanto i sintomi potrebbero essere spiegati da altre esposizioni concomitanti, come l’umidità, il calore, il prurito, l’esposizione al polline, i fattori psicologici e i prodotti per la cura della pelle, ma anche da condizioni di comorbidità come ad esempio un'eruzione polimorfa causata dalla luce. Gli Autori citano un altro studio condotto su 145 pazienti adulti affetti da dermatite atopica foto aggravata in cui nel 74% dei pazienti era stato riscontrato un aumento della sensibilità ai raggi UVA e/o UVB [2]. Precisano, però, che in nessuno di questi casi era stato effettuato un foto test per stabilire la diagnosi. Gli Autori, quindi, riportano che l’identificazione delle lunghezze d’onda responsabili del "foto aggravamento" ne consente la prevenzione tramite sia un'adeguata consulenza medica che un corretto trattamento e riduce, inoltre, la necessità di steroidi topici e di una terapia sistemica. Come precisano gli Autori, l’uso dei filtri solari è la componente chiave nel trattamento della fotosensibilità. Il loro uso, infatti, è raccomandato dai dermatologi e dalle campagne per la salute pubblica per prevenire le scottature, l’invecchiamento cutaneo precoce e il cancro della pelle [5]. Sfortunatamente, come precisano gli Autori, sono comuni le reazioni avverse ai filtri solari. Sottolineano, inoltre, che i pazienti con fotosensibilità possono avere un rischio maggiore di manifestare reazioni avverse, in quanto esposti ad una vasta gamma di potenziali allergeni derivanti dall'uso dei prodotti solari. Per evidenziare questo aspetto gli Autori riportano uno studio condotto su 7 giovani adulti con dermatite atopica e fotosensibilità in cui tutti erano risultati sensibili ad almeno uno degli allergeni della serie europea di base, della serie dei filtri solari e/o della serie dei medicinali [4]. Sottolineano, inoltre, che anche la loro paziente aveva manifestato, per quanto riguarda il "foto aggravamento" dell’allergia da contatto, reazioni positive all’octocrilene, al butilmetossidibenzoilmetano e al tocoferolo, ingredienti presenti nella sua protezione solare, e anche alla Fragrance Mix I, nonché alla formaldeide e al metilisotiazolinone. Gli Autori riportano che tra i filtri UV chimici il dibenzoilmetano e l’octocrilene sono i più comuni agenti sensibilizzanti [6] ma sono anche le sostanze che assorbono i raggi UV più frequentemente utilizzate nelle protezioni solari [7]. Tuttavia, sottolineano che, nei bambini, l’octocrilene provoca generalmente dermatiti da contatto allergiche piuttosto che fotoallergiche, come conferma anche il caso da loro descritto [8]. Gli Autori concludono, quindi, che l’aggravamento di una dermatite ben nota, che non può essere spiegata in altro modo, dovrebbe sempre far sospettare una complicazione di un'allergia da contatto. Aggiungono che nei casi di allergia fotoaggravata i pazienti dovrebbero essere sottoposti ad un foto patch test per identificare un'eventuale dermatite fotoallergica da contatto a filtri UV e ad altri ingredienti.

 

Bibliografia

1. Ring J, Alomar A, Bieber T et al. Guidelines for treatment of atopic eczema (atopic dermatitis) Part II. J Eur Acad Dermatol Venereol 2012: 26: 1176–1193.

2. ten Berge O, vanWeelden H, Bruijnzeel-Koomen C A et al. Throwing a light on photosensitivity in atopic dermatitis: a retrospective study. Am J Clin Dermatol 2009: 10: 119–123.

3. Lehmann P, Schwarz T. Photodermatoses: diagnosis and treatment. Dtsch Arztebl Int 2011: 108: 135–141.

4. Russell S C, Dawe R S, Collins P et al. The photosensitivity dermatitis and actinic reticuloid syndrome (chronic actinic dermatitis) occurring in seven young atopic dermatitis patients. Br J Dermatol 1998: 138: 496–501.

5. de Groot A C, Roberts D W. Contact and photocontact allergy to octocrylene: a review. Contact Dermatitis 2014: 70: 193–204.

6. Heurung A R, Raju S I,Warshaw E M.Adverse reactions to sunscreen agents: epidemiology, responsible irritants and allergens, clinical characteristics, and management. Dermatitis 2014: 25: 289–326.

7. UterW, Gonçalo M, Yazar K et al. Coupled exposure to ingredients of cosmetic products: III. Ultraviolet filters. Contact Dermatitis 2014: 71: 162–169.

8. Avenel-Audran M, Dutartre H, Goossens A et al. Octocrylene, an emerging photoallergen. Arch Dermatol 2010: 146: 753–757.

 

 

      

         Gennaio 2016

   

  

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