Comunicato stampa dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) relativamente alle condizioni di utilizzo di Corlentor/Procoralan® (ivabradina) nel trattamento sintomatico dell’angina al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di bradicardia e infarto del mio

In data 07/11/2014, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in accordo con EMA, ha emanato una nota informativa relativamente alle nuove raccomandazioni d’uso fornite dal Comitato per la Valutazione dei Rischi in Farmacovigilanza (PRAC) per il farmaco ivabradina, a seguito dell’aumentato rischio d’insorgenza di eventi avversi cardiovascolari tra cui bradicardia, fibrillazione atriale e infarto del miocardio non fatale in pazienti con angina sintomatica senza insufficienza cardiaca in trattamento con Corlentor/Procoralan®. L’ivabradina è un farmaco che ha un attività cronotropa negativa, inibendo in maniera selettiva e specifica la corrente pacemaker cardiaca If, che controlla la depolarizzazione diastolica spontanea e regola la frequenza cardiaca. Gli effetti cardiaci sono specifici per il nodo senoatriale senza effetti sui tempi di conduzione intra-atriale, atrioventricolare o intraventricolare, né sulla contrattilità miocardica né sulla ripolarizzazione ventricolare. L’azione cronotropa negativa, in particolare, risulta dose dipendente. L’efficacia antianginosa e anti-ischemica dell’ivabradina è stata valutata in cinque studi clinici, randomizzati, in doppio cieco (tre versus placebo, uno versus atenololo e uno versus amlodipina) [1]. Le reazioni avverse più comunemente osservate in corso di trattamento con ivabradina sono i fosfeni e la bradicardia, che sono dose-dipendenti e correlati al meccanismo d’azione farmacologico dell’ivabradina (eventi avversi di tipo A secondo la classificazione di Rawlins e Thompson). L’insorgenza di fosfeni, in particolare, è legata alla sua capacità di interagire e alterare le correnti Ih presenti nella retina. Questi canali intervengono nel processo di risoluzione temporale della funzionalità visiva, riducendo la risposta retinica agli stimoli luminosi intensi. In alcune circostanze scatenanti (ad es. rapidi cambiamenti della luminosità), una parziale inibizione di Ih da parte dell’ivabradina è alla base dei fenomeni luminosi che possono essere occasionalmente riferiti dai pazienti. La bradicardia, invece, è stata riferita dal 3,3% dei pazienti, soprattutto durante i primi 2-3 mesi di trattamento [1,2]. Le raccomandazioni fornite dal PRAC si basano sui dati relativi alla tossicità cardiovascolare dell’ivabradina emersi da un’analisi preliminare dei dati ottenuti dallo studio SIGNIFY (Study assessInG the morbidity–mortality beNefits of the If inhibitor ivabradine in patients with coronarY artery disease), un trials che ha valutato la riduzione della mortalità nei pazienti con arteriopatia coronarica cronica, senza segni clinici di scompenso cardiaco, trattati con ivabradina 10 mg/b.i.d. rispetto ai pazienti trattati alle dosi di 7,5 mg/b.i.d. A riguardo, il PRAC ha osservato che, nonostante gli eventi cardiovascolari siano insorti in pazienti che avevano ricevuto una dose superiore alla dose giornaliera massima autorizzata (10 mg/b.i.d. rispetto a 7,5 mg/b.i.d), tali eventi non possono essere completamente spiegati dal solo regime posologico. Tenuto conto di ciò il PRAC ha formulato le seguenti raccomandazioni:

  • monitorare la frequenza cardiaca a riposo prima di iniziare il trattamento con Corlentor/Procoralan® o in caso di variazioni della posologia;
  • il dosaggio con il quale iniziare il trattamento con Corlentor/Procoralan® non deve superare i 5 mg b.i.d. e la dose massima giornaliera non deve eccedere i 7.5 mg b.i.d.;
  • monitorare attentamente la possibile insorgenza di fibrillazione atriale;
  • utilizzare Corlentor/Procoralan® solo come sintomatico per alleviare i sintomi nell’angina, in quanto i dati attualmente disponibili non permettono di dimostrare una riduzione del rischio di infarto o della mortalità da accidenti cardiovascolari.

Il PRAC ha inoltre fornito raccomandazioni relativamente alle condizioni in cui il trattamento con Corlentor/Procoralan® deve essere sospeso e sulle possibili associazioni farmacologiche. Corlentor/Procoralan® ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio valida in tutta l’Europa il 25 Ottobre 2005. Le procedure di rivalutazione relative al rischio cardiovascolare di questi farmaci sono state avviate l’8 Maggio 2014 su richiesta della Commissione Europea ai sensi dell’articolo 20 del Regolamento (CE) No 726/2004. La rivalutazione è stata effettuata dal PRAC che trasmetterà le proprie raccomandazioni al Comitato per i Prodotti Medicinali ad Uso Umano (CHMP), responsabile delle questioni concernenti i medicinali per uso umano, che adotterà il parere definitivo dell’Agenzia.

Siti di riferimento

http://www.agenziafarmaco.gov.it/it

http://www.ema.europa.eu/ema/

Bibliografia

[1] Riassunto Delle Caratteristiche Del Prodotto - Corlentor 5 mg compresse rivestite con film. 
[2] Savelieva I, Camm AJ. I f inhibition with ivabradine: electrophysiological effects and safety. Drug Saf. 2008;31:95-107.

   

  

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