IL POLIESAMETILENE BIGUANIDE RAPPRESENTA UN NOTEVOLE SENSIBILIZZANTE NELLE SALVIETTE UMIDE

Lidia Sautebin - Dipartimento di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
 
Riportiamo di seguito un articolo apparso su Contact Dermatitis (Contact Dermatitis Maggio 2014: 70, 323-325), di Julie Leysen1, An Goossens2, Julien Lambert1 e Olivier Aerts1, (1Department of Dermatology, University Hospital Antwerp, B-2650, Antwerp, Belgium e 2Department of Dermatology, University Hospitals Leuven, B-3000, Leuven, Belgium), relativo ad un caso particolare di dermatite da contatto indotta dal poliesametilene biguanide.
 
Il Poliesametilene biguanide (PHMB; CAS n. 28757-43-3) è un conservante usato come biocida nei prodotti industriali (es. disinfettanti per le piscine), nei dispositivi medici (es. detergenti per le ferite), nelle soluzioni per le lenti a contatto e nei cosmetici (es. salviette umidificate, deodoranti e detergenti per il viso). Gli Autori hanno riportato che il PHMB è considerato un raro allergene da contatto, con un tasso di sensibilizzazione dello 0,5% in una popolazione non selezionata (1, 2).
La sensibilizzazione non sembra inoltre essere associata all’esposizione ai cosmetici (2). Nell’articolo, gli Autori hanno trattato il caso di una dermatite allergica da contatto, conseguente all’uso di salviette umidificate contenenti PHMB.
 
CASO CLINICO
Gli Autori hanno descritto il caso di un uomo non-atopico di 42 anni, presentatosi con una dermatite cronica, ricorrente e che prudeva nella regione ano-genitale. L’uomo aveva spesso utilizzato salviette inumidite, in concomitanza a prodotti farmaceutici per uso topico (un unguento per le emorroidi). I patch test, come riportato dagli Autori, sono stati eseguiti sulla parte superiore del dorso, con la serie di base, la serie cosmetica e farmaceutica, anestetici locali e i prodotti personali dell’uomo, comprese le salviette inumidite. Il PHMB è stato testato a diverse concentrazioni (20%, 2% e 0,2% aq.). I seguenti risultati ai test sono stati interpretati seguendo le linee guida dell’International Contact Dermatitis Research Group:
                                   - PHMB 20% aq.             + al giorno 2 (con reazione papulovescicolare);  
                             - PHMB 20% aq.             ++ al giorno 4 (con reazione papulovescicolare);
                             - PHMB 2% aq.               +? al giorno 2;
                             - PHMB 2% aq.               + al giorno 4;
                             - PHMB 0,2% aq.             nessuna reazione.
Gli Autori hanno riferito reazioni positive anche ai test effettuati con: l’unguento per le emorroidi, un pezzo della carta igienica umidificata, alcoli della lana al 30% pet., olio di castagna puro, Amerchol® 50% pet., e la miscela metilcloroisotiazolinone(MCI)/metilisotiazolinone(MI) allo 0,01% aq. Non vi era invece reazione alla clorexedina 0,5% aq.
Esclusa la reazione positiva al MCI/MI 100 ppm, verosimilmente attribuibile all’utilizzo passato di salviette inumidite contenenti MCI/MI o MI, per tutte le altre reazioni risultate positive sono state ritenuie rilevanti l’utilizzo di l’olio di castagna contenuto nell’unguento per le emorroidi, gli alcoli della lana presenti in un altro unguento e il PHMB (indicato come poliaminopropil biguanide (PAPB) sull’etichetta), un ingrediente delle salviette. Gli Autori hanno riportato che le condizioni della pelle del paziente erano migliorate con l’utilizzo di corticosteroidi topici e le manifestazioni cutanee non si erano ripresentate evitando il contatto con gli allergeni.
 
DISCUSSIONE
 
Il PHMB, un poli-biguanide analogo del PAPB, è un agente antimicrobico ampiamente usato e consentito per l’utilizzo nei cosmetici a concentrazioni superiori allo 0,3%. Gli Autori hanno ricordato che, uno studio del 2007 indicava come fattori di rischio associati alla sensibilizzazione al PHMB, principalmente: il sesso maschile, l’esposizione professionale, dermatite alle mani e alle gambe (2). In letteratura, per i patch test, vengono designate concentrazioni pari a 2,5% e 5% di PHMB, considerate non irritanti e a basso potenziale sensibilizzante. Tuttavia, nel paziente trattato dagli Autori, accidentalmente testato con il PHMB al 20% aq., non è stata riscontrata una reazione tossica o irritante. Al contrario, le reazioni hanno mostrato un aumento della positività dal giorno 2 al giorno 4 ed una diminuzione dalla concentrazione più alta (20% aq.: ++) a quella più bassa (2% aq.: +). Gli Autori hanno inoltre aggiunto che la morfologia del patch test con il PHMB 20% aq., era compatibile con una reazione allergica da contatto. Evitando l’allergene, inoltre, la dermatite era scomparsa.
Poiché le attuali concentrazioni consigliate per i test di 2,5% e 5% aq., producono maggiormente reazioni 1+, spesso difficili da differenziare da quelle irritanti o falso-positive, in alcuni casi selezionati, gli Autori hanno affermato che potrebbero essere richieste concentrazioni più alte.
Nei pazienti sensibilizzati al PHMB, gli Autori hanno suggerito di considerare una parziale reattività crociata ad altri biguanidi come la clorexedina, e l’esamidina. Viceversa, riguardo alle reazioni di tipo 1 al PHMB, Kautz e altri (3), hanno sottolineato che, i pazienti allergici alla clorexedina, potrebbero essere a rischio di allergia al PHMB, poiché gli anticorpi IgE mostrano, anche se non sempre, una maggiore aggressività verso il PHMB. Per giunta, poiché l’eczema indotto dalla clorexedina protrebbe, precedere di anni l’anafilassi indotta dalla clorexedina stessa (4), il medesimo rischio potrebbe riguardare i soggetti sensibilizzati al PHMB, come è stato descritto in letteratura (3, 5). Gli Autori hanno aggiunto che nel caso da loro trattato, non c’era reazione simultanea ai patch test con clorexedina. Siccome il paziente si era presentato con una chiara ipersensibilità di tipo ritardato, non sono stati effettuati prick test o IgE per la clorexedina o il PHMB. 
In conclusione, gli Autori hanno riportato il caso di un paziente sensibilizzato al PHMB attraverso l’uso di salviette umide, dimostrando che la sensibilizzazione a questa sostanza non va considerata solo nel contesto professionale. Gli Autori hanno ritenuto inoltre opportuno, suggerire una valutazione della migliore concentrazione da utilizzare nei patch test. Nei pazienti con nota allergia al PHMB è infine necessario considerare una possibile reattività crociata agli altri biguanidi strutturalmente correlati.

BIBLIOGRAFIA

  1. Schnuch A, Geier J, Brasch J et al. Polyhexamethylenebiguanide: a relevantcontact allergen? Contact Dermatitis 2000: 42: 302–303.

  2. Schnuch A, Geier J, UterWet al. Thebiocide polyhexamethylene biguanide remains an uncommon contact allergen. Contact Dermatitis 2007: 56: 235–239.

  3. Kautz O, Schumann H, Degerbeck F et al. Severe anaphylaxis to the antiseptic polyhexanide. Allergy 2010: 65: 1068–1070.

  4. Ebo D G, StevensWJ, Bridts C H et al. Contact-allergic dermatitis and life-threatening anaphylaxis to chlorhexidine. J Allergy Clin Immunol 1998: 101 (1 Pt 1): 128–129.

  5. Sachs B, Fischer-BarthW, Erdmann S et al. Anaphylaxis and toxic epidermal necrolysis or Stevens–Johnson syndrome after nonmucosal topical drug application: fact or fiction? Allergy 2007: 62: 877–883.

   

  

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