EMERGENZA COVID-19: EMA raccomanda l’autorizzazione dell’anticorpo monoclonale Xevudy (sotrovimab) e l’estensione d’uso di Kineret (anakinra) negli adulti con Covid-19

Xevudy (sotrovimab) è il terzo anticorpo monoclonale raccomandato nell’UE per il trattamento del COVID-19 e segue l’approvazione di Regkirona e Ronapreve a novembre. Come questi ultimi, è una proteina progettata per legarsi specificamente alla spike di SARS-CoV-2, proteina che il virus utilizza per entrare nelle cellule umane.

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha raccomandato di autorizzare Xevudy per il trattamento del COVID-19 negli adulti e negli adolescenti (a partire dai 12 anni di età e con un peso di almeno 40 chilogrammi) che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di sviluppare la forma grave della malattia [1].

Xevudy deve essere somministrato in strutture sanitarie in cui i pazienti possono essere monitorati durante e per almeno un'ora dopo l’infusione. Deve essere somministrato entro 5 giorni dallo sviluppo dei sintomi di COVID-19, come trattamento singolo mediante infusione endovena da 500 mg, dopo diluizione [2]. Il parere positivo del CHMP deriva dall’analisi di uno studio che ha coinvolto 1.057 pazienti con COVID-19, in cui si osserva una riduzione significativa dei ricoveri e dei decessi in pazienti con almeno una condizione di base che li mette a rischio di grave COVID-19. La maggior parte dei pazienti in studio era infettata dal virus SARS-CoV-2 originale, alcuni invece da varianti tra cui Alpha ed Epsilon. Sulla base di studi di laboratorio, si prevede che Xevudy sia attivo anche contro altre varianti (incluso Omicron). Il profilo di sicurezza è risultato favorevole con un piccolo numero di reazioni di ipersensibilità e reazioni correlate all'infusione e il CHMP ha, dunque, concluso che i benefici sono superiori ai suoi rischi per l’uso approvato.

Kineret (anakinra) è un farmaco attualmente autorizzato nell’UE per il trattamento di artrite reumatoide, malattia di Still, sindromi da febbre periodica autoinfiammatoria, sindromi periodiche associate alla criopirina (CAPS) e febbre mediterranea familiare. Anakinra è un immunosoppressore che agisce prevenendo l’azione dell'interleuchina 1, un messaggero chimico coinvolto nei processi immunitari che portano all'infiammazione. Attaccandosi ai recettori a cui normalmente si legherebbe l’interleuchina 1 (IL-1RI), ne blocca l’attività (compresa l’induzione di ossido nitrico e di prostaglandina E2 e/o la produzione di collagenasi da parte delle cellule sinoviali, dei fibroblasti e dei condrociti), contribuendo ad alleviare i sintomi di queste malattie [3].

Il CHMP ha raccomandato di estendere l’indicazione di Kineret (anakinra) al trattamento di COVID-19 nei pazienti adulti con polmonite che richiedono ossigeno supplementare (ossigeno a flusso basso o alto) e che sono a rischio di sviluppare insufficienza respiratoria grave, come determinato da livelli ematici di una proteina chiamata suPAR (recettore attivatore del plasminogeno dell'urochinasi solubile) di almeno 6 ng per ml [4].

Per giungere alle sue conclusioni, il CHMP ha valutato i dati di uno studio che ha coinvolto 606 adulti ospedalizzati con polmonite COVID-19 moderata o grave e con livelli di suPAR di almeno 6 ng per ml. Questi pazienti hanno ricevuto Kineret o placebo per iniezione sottocutanea in aggiunta allo standard di cura (ossigeno a flusso basso o alto e desametasone, e alcuni casi anche remdesivir). Lo studio ha mostrato un miglioramento dei sintomi clinici maggiore nei pazienti trattati con Kineret più standard di cura rispetto a quelli che hanno ricevuto placebo più standard di cura. Il beneficio del trattamento di Kineret rispetto al placebo è stato supportato da un aumento del numero di pazienti che si sono completamente ripresi e da una riduzione del numero di pazienti le cui condizioni sono peggiorate fino a grave insufficienza respiratoria o morte.

Lo studio ha anche indicato che la sicurezza di Kineret nei pazienti con COVID-19 era simile a quella osservata nei pazienti trattati per le altre indicazioni approvate. Pertanto, il CHMP ha concluso che i benefici del medicinale sono maggiori dei rischi per i pazienti come quelli studiati in questo studio clinico. L’efficacia di Kineret non è stata dimostrata in pazienti che richiedono ventilazione non invasiva o meccanica o ossigenazione extracorporea a membrana.

Il CHMP invierà ora la sua raccomandazione per COVID-19 alla Commissione europea, che emetterà una decisione finale.


Bibliografia

1. COVID-19: EMA recommends authorisation of antibody medicine Xevudy. Disponibile al link: https://www.ema.europa.eu/en/news/covid-19-ema-recommends-authorisation-antibody-medicine-xevudy

2. Xevudy: EPAR. Disponibile al link: https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/xevudy-epar-product-information_en.pdf

3. Kineret: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. Disponibile al link: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_003298_035607_RCP.pdf&sys=m0b1l3

4. EMA recommends approval for use of Kineret in adults with COVID-19. Disponibile al linkhttps://www.ema.europa.eu/en/news/ema-recommends-approval-use-kineret-adults-covid-19

   

  

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