EMERGENZA COVID-19: AIFA pubblica il quarto report sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

L’Agenzia Italiana del Farmaco, nell’ambito dell’emergenza sanitaria da malattia da nuovo coronavirus (COronaVIrus Disease 2019 - COVID-19), pubblica con cadenza mensile dei report sulle attività di vaccinovigilanza relativi ai vaccini anti-COVID-19 autorizzati. Ad oggi, AIFA ha reso disponibili quattro report, l’ultimo dei quali riporta i dati di farmacovigilanza dal 27/12/2020 al 26/04/2021 [1] relativi ai vaccini Comirnaty, prodotto da Pfizer/BioNTech, Vaxzevria, commercializzato da AstraZeneca, Vaccino Moderna, prodotto da Moderna e Vaccino Janssen, prodotto dalla Johnson&Johnson.
Nel periodo di analisi, sono state riportate nel database italiano di farmacovigilanza (Rete Nazionale di Farmacovigilanza - RNF) 56.110 segnalazioni di reazioni avverse a vaccino anti-COVID-19 (n=42.171, 75% Comirnaty; n=12.276, 22% Vaxzevria; n=1.649, 3% Vaccino Moderna; vaccino a mRNA con brand non specificato=14) su un totale di 18.148.394 dosi somministrate (70,9% Comirnaty, 22% Vaxzevria, 7% Vaccino Moderna e 0,1% Vaccino Janssen). Nessuna segnalazione è stata riferita nel periodo in oggetto al Vaccino Janssen. Indipendentemente dal tipo di vaccino e dalla dose somministrata, sono state inserite 309 segnalazioni ogni 100.000 vaccini effettuati (tasso di segnalazione per tipo vaccino per 100000 dosi: 328 per Comirnaty, 309 per Vaxzevria e 129 per Vaccino Moderna).
Nonostante l’aumento del numero di dosi somministrate, non è stato rilevato un incremento nel numero delle segnalazioni, a differenza di quanto accaduto nei primi due mesi. L’effetto “plateau” evidenziato ha diverse cause. Innanzitutto, alcune segnalazioni sono state inserite con ritardo rispetto alla data di insorgenza o alla somministrazione del vaccino, come ad esempio nel caso di eventi insorti dopo la prima dose segnalati in occasione del richiamo. Inoltre, è stata evidenziata una riduzione della segnalazione degli eventi noti e frequenti, probabilmente in relazione con la migliore conoscenza del profilo di sicurezza dei vaccini. Infine, a differenza delle fasi iniziali in cui la maggior parte della popolazione dei vaccinati era costituita da operatori sanitari, maggiormente predisposti alla segnalazione, in questa fase è prevista la vaccinazione principalmente di cittadini meno avvezzi alla segnalazione di eventi avversi attraverso i canali disponibili.
Nel periodo in esame, le segnalazioni in oggetto erano riferite prevalentemente al genere femminile (75%, tasso di segnalazione 404/100.000 dosi somministrate) rispetto al maschile (24%, tasso di segnalazione 176/100.000), mentre nell’1% dei casi il genere non era riportato nelle schede di segnalazione. Il genere femminile è maggiormente esposto alla vaccinazione rispetto al maschile (57% delle dosi somministrate vs 43%), ma tale differenza non è così elevata da giustificare una netta prevalenza delle donne nello sviluppo di reazioni avverse. Pertanto, la differenza di genere dovrebbe essere approfondita tenendo conto di fattori psicosociali, come la predisposizione alla segnalazione, e biologici dei due generi. La differenza di genere è rimasta, inoltre, costante a prescindere dalla fascia d’età. L’età media dei pazienti era di 47 anni, mentre il tasso di segnalazione è risultato sostanzialmente costante fino a 60 anni per poi diminuire drasticamente con l’avanzare dell’età, in linea anche con quanto evidenziato negli studi pre-autorizzativi. Sono state riportate 8 segnalazioni riferite a lattanti con età compresa tra i 20 giorni e 18 mesi, in seguito a vaccinazione della madre. Circa 81% delle segnalazioni proveniva da un operatore sanitario (42,8% medico, 20% farmacista, 18,6% altro operatore sanitario) o il vaccinato stesso (18,1%). La maggior parte degli eventi segnalati (51,2%, n=28.715 segnalazioni) si è manifestata lo stesso giorno della vaccinazione, mentre si evidenzia una riduzione del numero di segnalazioni con l’avanzare dei giorni dalla vaccinazione.
Nello specifico degli eventi segnalati, il 91% degli stessi era di tipo non grave, corrispondente a un tasso di segnalazione di 282/100.000 dosi somministrate, mentre l’8,6% delle segnalazioni riportava eventi gravi (tasso di segnalazione 27/100.000), principalmente con criterio di gravità “Grave – altra condizione clinicamente rilevante” (6%), seguito da “Grave – ospedalizzazione o prolungamento dell’ospedalizzazione” (1,82%), “Grave – pericolo di vita” (0,4%), “Grave – decesso” (0,38%) e “Grave – invalidità” (0,23%). Per il 71% delle segnalazioni gravi era disponibile il risultato nesso casualità, valutato in base alle informazioni disponibili tramite l’applicazione dell’algoritmo redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization - WHO). Nello specifico, il 41% delle segnalazioni gravi valutate è risultata correlabile alla vaccinazione. Inoltre, l’esito delle reazioni avverse prevalentemente riportato è stato la risoluzione completa o il miglioramento delle stesse (complessivamente 85% delle segnalazioni).
Relativamente al tipo di evento, nel report è riportata una distribuzione delle reazioni avverse raggruppate in base alla Classificazione per Organi e Sistemi (System Organ Class-SOC), che permette di classificare un determinato evento in base al tipo di sistema o organo in cui lo stesso si manifesta, specifica per ogni tipo di vaccino. Nel periodo d’esame, per quanto riguarda il vaccino Comirnaty, il 75% dei casi segnalati ha manifestato eventi appartenenti alla SOC “Patologie generali e condizioni relative alla sede di iniezione”, in particolare febbre, dolore in sede di iniezione, stanchezza e malessere e il 41% disturbi compresi nella SOC “Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo”, quali dolori muscolari e articolari. Solo il 7% delle segnalazioni relative a Comirnaty è risultata grave. La distribuzione degli eventi per SOC è leggermente differente per Vaccino Moderna e Vaxzevria. Infatti, sebbene la maggior parte degli eventi appartenga sempre alla SOC “Patologie generali e condizioni relative alla sede di iniezione” (rispettivamente 74% per Vaccino Moderna e 81% per Vaxzevria), per entrambi i vaccini seguono gli eventi dell’area delle “Patologie del sistema nervoso” (29% e 53% rispettivamente), quali cefalea, parestesie e capogiro tra i più frequentemente riportati. Come per Comirnaty, anche per Vaccino Moderna e Vaxzevria la maggior parte degli eventi era di tipo non grave.

Infine, sono stati riportati nel periodo d’analisi 223 casi con esito fatale, per un tasso di segnalazione pari a 1,23/100.000 dosi per tutti i vaccini, relative principalmente a soggetti di genere femminile (55,6%; genere maschile: 43,4%; non riportato: 0,89%) e con un’età media di 79,1±15,9 anni. La maggior parte delle segnalazioni (n=150, tasso per 100.000 dosi: 1,17) era riferita a Comirnaty, seguito da Vaccino Moderna (n=39, 3,05) e Vaxzevria (34, 0,85). Il tasso di segnalazione decisamente più alto con il Vaccino Moderna rispetto alle altre specialità medicinali è probabilmente correlato alla popolazione a cui tale vaccino è prevalentemente somministrato, rappresentata da soggetti anziani o molto fragili e con maggiore probabilità di eventi fatali contemporanei. La maggior parte dei decessi è avvenuta dopo la prima dose (n=142) e da due ore fino a 28 giorni dopo la vaccinazione. Inoltre, 191 casi sono relativi a pazienti con fragilità cliniche (politerapia e presenza di patologie pregresse di tipo cardiovascolare, metabolico, oncologico, autoimmune, respiratorie, renale, epatico, pancreatico o del sistema linfopoietico). Tali condizioni hanno permesso di escludere la correlazione con il vaccino nella maggior parte dei casi. Infatti, solo 3 (2%) casi di decesso su 131 valutati attraverso l’algoritmo WHO sono risultati correlabili, di cui 2 relativi a trombosi associata a trombocitopenia dopo su Vaxzevria.

Il report AIFA dedica, infine, un paragrafo specifico agli eventi tromboembolici da Vaxzevria. Nel periodo di studio sono stati riportati in RNF 29 casi di trombosi intracraniche, caratterizzata da sintomi come cefalea persistente e diffusa e malessere generale e 5 casi di trombosi venosa in sede atipica, ad interessamento esclusivo delle strutture venose addominali, dopo la prima dose di Vaxzevria. Gli eventi, segnalati principalmente nelle donne (età media 48 anni), sono insorti circa 8 giorni dopo la vaccinazione e nel 53% dei casi erano associati a trombocitopenia. La maggior parte dei casi è migliorata e si è risolta spontaneamente (n=10, 30%), mentre nel 23% delle segnalazioni il paziente non era ancora guarito al momento della segnalazione [2].

 


Riferimenti sitografici

1. Agenzia Italiana del Farmaco. Farmacovigilanza su vaccini COVID-19. Disponibile al link: https://www.aifa.gov.it/farmacovigilanza-vaccini-covid-19

2. Agenzia Italiana del Farmaco. Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 - Rapporto numero 4 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/04/2021. Disponibile al link: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_4.pdf

   

  

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