EMERGENZA COVID-19: AIFA pubblica il terzo report sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

Nell’ambito dell’emergenza sanitaria da COVID-19, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato in data 15 Aprile 2021 il terzo report sulle attività di vaccinovigilanza relative ai vaccini anti-COVID-19 autorizzati in Italia, Comirnaty, prodotto da Pfizer/BioNTech, Vaxzevria, commercializzato da AstraZeneca, e il vaccino prodotto da Moderna, e somministrati tra il 27/12/2020 e il 26/03/2021 [1]. In questo periodo, sono state riportate nel database italiano di farmacovigilanza (Rete Nazionale di Farmacovigilanza - RNF) 46.237 segnalazioni di sospette reazioni avverse a vaccino anti-COVID-19 (Comirnaty: n=37.397, 81%; Vaxzevria n=7854, 17%; Vaccino Moderna n=971, 2%; vaccino a mRNA con brand non specificato n=15) su un totale di 9.068.349 dosi somministrate (68% Comirnaty, 27% Vaxzevria e 5% Vaccine Moderna). Indipendentemente dal tipo di vaccino e dalla dose somministrata, sono state inserite 510 segnalazioni ogni 100.000 vaccini inoculati (tasso di segnalazione per 100.000 dosi per tipo vaccino: 535 per Comirnaty, 477 per Vaxzevria e 227 per Vaccino Moderna). 

Rispetto al report precedente, il tasso di segnalazione di Vaxzevria è aumentato (tasso precedente 326), mentre sono in diminuzione i tassi di segnalazione per gli altri due vaccini (769 e 333 precedentemente registrati per Comirnaty e Moderna, rispettivamente). Inoltre, il tasso di segnalazione per dose è più alto per la seconda dose (540) rispetto alla prima (496) [2, 3].

Come descritto nel report, nel periodo in esame le segnalazioni in oggetto erano riferite prevalentemente al genere femminile (76%, tasso di segnalazione 645/100.000 dosi somministrate) rispetto al maschile (23%, tasso di segnalazione 299/100.000). La differenza di genere è dovuta a diversi fattori. Innanzitutto, le vaccinazioni sono state effettuate principalmente nelle donne; inoltre, le donne sembrano essere più attente all’eventuale comparsa di evento avverso e più sensibili a segnalarlo, oltre al fatto che la maggiore frequenza di alcune reazioni avverse (febbre, dolore e infiammazione) probabilmente sia correlata ad una diversa risposta immunitaria rispetto agli uomini. L’età media dei pazienti era di 46 anni, mentre il tasso di segnalazione (superiore nella fascia d’età 16-19 rispetto alle altre fasce) è risultato sostanzialmente costante fino a 60 anni per poi diminuire drasticamente con l’avanzare dell’età, in linea anche con quanto evidenziato negli studi pre-autorizzativi. Sono state riportate 6 segnalazioni riferite a lattanti con età compresa tra i 20 giorni e 18 mesi, in seguito a vaccinazione della madre. Inoltre, la maggior parte delle segnalazioni (98%) era di tipo spontaneo e il segnalatore era un operatore sanitario (44% medico, 20% farmacista, 21% altro operatore sanitario) o il vaccinato stesso (15%) [2].

Nello specifico degli eventi segnalati, il 92,7% degli stessi era di tipo non grave, corrispondente a un tasso di segnalazione di 473/100.000 dosi somministrate, mentre il 7,1% delle segnalazioni riportava un evento grave (tasso di segnalazione 36/100.000), principalmente indicato come “altra condizione clinicamente rilevante” (5,4%), o che ha richiesto ospedalizzazione (1,1%). Nello 0,24% dei casi gravi l’evento ha messo in pericolo la vita e nello 0,21% ha provocato il decesso. Inoltre, nella maggior parte dei casi, le reazioni avverse hanno avuto un esito favorevole, ovvero si sono risolte completamente o la sintomatologia è migliorata.

Relativamente al tipo di evento, le reazioni avverse sono state raggruppate in base alla Classificazione per Organi e Sistemi (System Organ Class-SOC), che permette di classificare un determinato evento in base al tipo di sistema o organo in cui lo stesso si manifesta, riportando la distribuzione per ogni tipo di vaccino. Nel periodo d’esame, per quanto riguarda il vaccino Comirnaty, il 77% dei casi segnalati ha manifestato eventi appartenenti alla SOC “Patologie generali e condizioni relative alla sede di iniezione”, in particolare febbre, dolore in sede di iniezione, stanchezza e brividi, il 42% disturbi compresi tra le “Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo”, quali dolori muscolari e artricolari, il 41% reazioni che rientrano in “Patologie del sistema nervoso”, quali cefalea e parestesia, e il 20% eventi quali diarrea e nausea, afferenti alle “Patologie gastrointestinali”. Una distribuzione simile degli eventi è stata riportata sia per il Vaccino Moderna (81% “Patologie generali e condizioni relative alla sede di iniezione”, 31% “Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo”, 23% “Patologie del sistema nervoso” e 19% “Patologie gastrointestinali”) che Vaxzevria (87% “Patologie generali e condizioni relative alla sede di iniezione”, 54% “Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo”, 53% “Patologie del sistema nervoso” e 25% “Patologie gastrointestinali”).

Infine, sono stati riportati nel periodo d’analisi 100 casi con esito fatale, per un tasso di segnalazione pari a 1,1/100.000 segnalazioni. Sono state principalmente coinvolte le donne (53,9% vs. 42,2% dei maschi; il sesso non è stato riportato nel 3,9% delle segnalazioni) e con un’età media di 81,4 anni. La maggior parte delle segnalazioni era riferita a Comirnaty (n=76), vaccino più frequentemente somministrato agli over 70, mentre i restanti 24 casi erano ugualmente divisi tra Vaccino Moderna e AstraZeneca. Inoltre, la maggior parte dei decessi è avvenuta dopo la prima dose (n=74). Relativamente agli eventi associati a decesso, sono stati frequentemente riportati disturbi cardiovascolari e eventi di natura tromboembolica. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti presentava delle fragilità cliniche (politerapia e presenza di patologie pregresse di tipo cardiovascolare, metabolico, oncologico, autoimmune, respiratorio, renale, epatico, pancreatico o del sistema linfopoietico) che hanno permesso di escludere la totale correlazione tra vaccinazione e insorgenza di decesso. Infatti, l’applicazione dell’algoritmo redatto dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (World Health Organization - WHO), valutato per 64% casi di decesso, ha dato come risultato non correlabile per il 38% dei casi e indeterminato per il 22%, mentre nel 3% dei casi è risultato inclassificabile per assenza di informazioni necessarie all’applicazione dello stesso. Un unico caso di decesso in seguito a vaccinazione è risultato correlabile ed è relativo all’insorgenza di iperpiressia dopo la prima dose di vaccino a mRNA in un soggetto il cui stato di saluto, però, era già fortemente compromesso. Il report di AIFA si conclude con un’analisi dettagliata di specifici eventi avversi, quali eventi tromboembolici da Vaxzevria e anafilassi (80 casi in totale), eventi neurologici (17333 casi in totale) e disturbi sensitivi soggettivi (1549 casi in totale) e riattivazione delle infezioni latenti (272 casi in totale) da tutti vaccini anti-COVID-19 [2].

 


Riferimenti sitografici

1. Agenzia Italiana del Farmaco. Farmacovigilanza su vaccini COVID-19. Disponibile al link: https://www.aifa.gov.it/farmacovigilanza-vaccini-covid-19

2. Agenzia Italiana del Farmaco. Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 - Rapporto numero 3 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/03/2021. Disponibile al link: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_3.pdf

3. Agenzia Italiana del Farmaco. Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 - Rapporto numero 2 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/02/2021. Disponibile al link: https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_2.pdf

   

  

cerca